SESSO IN PRIGIONE – 1^ parte - Viterbo Trasgressiva

SESSO IN PRIGIONE – 1^ parte - Viterbo Trasgressiva

Dopo essere stato disarmato, legato con le mani a un termosifone, e spogliato nudo come un verme, ero seduto sul freddo pavimento nella lavanderia del penitenziario femminile di ******* ******** e guardavo le mie due rapitrici. Wanna e Carmen (nomi di fantasia) erano detenute che, come tante altre, non avevano avuto rapporti sessuali con uomini da diversi anni. Io ero stato nei loro pensieri fin da quando ero diventato Assistente Speciale di polizia penitenziaria. La mia precedente carriera di atleta professionista nella polizia di Stato era naufragata a causa di un grave infortunio e di cattive abitudini fuori dalle piscine (sesso e droghe) e mi ero rassegnato a un ruolo non adatto a me. Ma molte donne del carcere mi avevano notato. Il mio fisico statuario, il viso giovane e maschio, e la voce profonda attiravano molte detenute. Anche Wanna, una calda e aggressiva femmina calabrese e la sua compagna di cella Carmen, messicana, che anche in prigione gestiva un piccolo traffico di sigarette per le sue colleghe. Questo era il principale vantaggio del mio lavoro. Per me il penitenziario era come un continuo orgasmo di figa. Bianca, nera, latina, araba, asiatica, bionda, mora, rossa, magra, grassa, ecc. Ma, dopo tutte le scopate e i pompini gratuiti ricevuti in un solo anno di servizio, essere un ostaggio nudo nelle mani di quelle due delinquenti, armate solo dei coperchi di due lattine di Coca Cola, mi faceva parecchio incazzare. - Voi fighe di merda non riuscirete mai a scappare! Se mi ammazzate, non uscirete mai da qui! Liberatemi subito dalle corde e dirò che era solo una fantasia, un bisogno sessuale. Ok? - Vuoi che gli tagli la gola con la tapa de la lata? Disse Carmen. - No socia, lo annienteremo solo a forza di sesso... Ribadì Wanna togliendosi i jeans e gettando le mutande. - Sdraiati sulla schiena... guardia de mierda! Carmen sorrise con lussuria mentre ero sulla schiena. Si mise a cavalcioni sopra di me coi suoi fianchi debordanti fermandosi sulla mia faccia, allargò le coscione cellulitiche e si accovacciò schiacciandomi la figa sulla bocca.  - Forza hombre, lecca esta hermosa vagina! Le forti mani ruvide afferrarono il suo culo bianco sollevandosi un poco, mentre io tuffai la lingua sulla sua figa nera, pelosa e straordinariamente sudata, scavando nel suo buco affamato. Nonostante la situazione, l'aroma acido di figa mi fece eccitare, e il mio cazzo svettò senza vergogna. Subito Wanna si inginocchiò vicino al mio uccello. Fu felice di scoprire che era molto più lungo e più grosso di quanto credesse, e le venne l'acquolina in bocca al pensiero di mangiarselo. CONTINUA

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